E sul sito della Strada dei vini del Sannio, spuntano occhiali Ray-Ban taroccati

Che il vino del Sud sconti grossi gap in termini di marketing e di comunicazione, rispetto ad altre zone italiane ben più organizzate e strutturate, è cosa non nota, ma arcinota. Così come si scopre praticamente l’acqua calda quando si limita questa ovvia considerazione alla sola regione Campania, che pure vanta alcune delle produzioni vinicole più prestigiose a livello nazionale e internazionale (basti pensare al solo Taurasi, ancora ben lungi dall’ottenere, sul mercato, la considerazione e la “stima” che merita (in termini prettamente economici, o all’Aglianico o alla Falanghina nelle sue mille sfaccettature di questa regione).

Così si sorprendono ben pochi sprovveduti, quando si afferma che questo gap, su internet, è ancor più evidente. Quasi eclatante.

In questa purtroppo ampia rassegna dell’ovvietà e del (dolorosamente) arcinoto, possiamo inserire di diritto anche il flop di moltissime Strade del Vino, che sbranate da egoismi, individualismi e manie di protagonismo di pochi stolti presuntuosi, in molte zone sono rimaste per anni sulla carta, prima di fallire miseramente.

Accade finanche dove si è scritto nei secoli, e si continua a scrivere ancor oggi, la storia della vitivinicoltura campana, il Sannio. Sì, quello stesso Sannio che (meritatamente), quest’anno, è “Città del Vino 2019”, con la sua Falanghina (pure questa non sempre adeguatamente valorizzata). Quello stesso Sannio che ci dona, ogni anno, oltre la metà del vino tutelato (docg, doc e igt) della regione. Quello stesso Sannio che, nella realtà e nella natura, una “Strada del Vino” ce l’ha nel dna, riprova ne sono le grandi cantine sociali (“Solopaca”, “La Guardiense” e “La Cantina del Taburno”) che rappresentano splendidi esempi di associazionismo
tra produttori della Campania.

Eppure, nonostante tutto questo…Esisteva, almeno sulla carta e fino a qualche anno fa, una “Strada dei vini e dei prodotti tipici Terre dei Sanniti”.

Provate a cercarla ora su Google: ancora se ne trovano tracce, anche su siti e portali di grande prestigio, che citano indirizzi, recapiti e riportano persino link al sito.

Addirittura, appena qualche anno fa, l’impegno di quanti vi aderivano (all’epoca guidati dal presidente Antonio Ciabrelli) si sostanziò in una bella guida, edita dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, di oltre 200 pagine, curata dall’ottimo Luciano Pignataro, che ben rappresentava tutto il patrimonio vinicolo del Sannio. Si intitolava proprio “Strade del Vino della Campania. Terre dei Sanniti” ed abbracciava, in una informazione armonica e ben fatta, tutte le ricchezze enogastronomiche di un territorio di straordinario fascino e suggestione, che ci dona vini straordinari dalla notte dei tempi.

Veniamo all’oggi, anno 2019, Sannio Città del Vino per decisione di tutte le Città del Vino de’Europa.

Provate a digitare l’indirizzo www.stradadeiviniterredeisanniti.it: ma sia chiaro da subito, non vedrete vini. Non vedrete etichette. Non vedrete le ricchezze gastronomiche (ma anche storiche, culturali, naturalistiche), del Sannio. Niente di tutto questo.

Vi ritroverete su un sito, presumibilmente cinese (non siamo riusciti a riscontrare da nessuna parte chi lo gestisce) che colloca occhiali Ray-Ban taroccati. Sul dominio www.stradadeiviniterredeisanniti.it. Proprio così.

Tocca indossare gli occhiali per vedere il gap che la Campania sconta nelle politiche di valorizzazione dei suoi vini, senza ombra di dubbio. Occhiali da vista però, e probabilmente anche con una gradazione abbastanza elevata.

Questi Ray-Ban taroccati e scadenti servono a pochi, benché di sole, nel Sannio, ad illuminare le ricchezze del territorio, ce ne sia tanto e quasi tutto l’anno.

Neppure un domizio, Sannio Città del Vino 2019, è riuscito a preservare e mantenere. Un dominio ottimo, efficace, se i cinesi hanno ritenuto di avventarvisi come avvoltoi.

Ora la “Strada dei Vini del Sannio” propone occhiali scadenti e taroccati.

Tocca subire anche questo. Nel 2019. Nell’anno del Sannio Città europea del Vino.