Vino: 168 società vitivinicole italiane hanno superato i 25 milioni di fatturato. Al Sud ancora (soltanto) tanta voglia di crescere

168 Cantine italiane hanno superato nel 2017 la soglia dei 25 milioni di fatturato: ma al Sud, questo dato è ancora una chimera con un sistema produttivo fortemente frammentato e (spesso) sottodimensionato, in barba alle indiscusse potenzialità.
Il settore del vino tira, come testimoniano i dati di crescita che già negli anni scorsi hanno dimostrato di risentire solo marginalmente della crisi economica in atto. I ricavi dei gruppi del settore, secondo uno studio di Mediobanca, nel 2018 sono cresciuti rispetto all’anno precedente di un ulteriore 7,5%.
I dati preconsuntivo riferiti al 2018 (oltre alla predetta crescita del 7,5%), confermano ottime performance, frutto soprattutto del buon andamento dell’export (+5,3%) ma anche delle vendite domestiche (+9,9%). Se in tutti gli altri comparti la disoccupazione aumenta, nel mondo del vino gli occupati crescono (+3,7%), come pure gli investimenti (+25,9%), peraltro con previsioni ancora più ottimistiche per l’anno in corso (l’82,6% delle cantine sentite da Mediobanca si aspetta una crescita del fatturato, sia pure con un trend meno marcato degli anni scorsi). Dal 2013 il fatturato di settore è cresciuto del +27,1%: a due cifre anche l’aumento dell’export (+31,9%) e del fatturato domestico (+22,4%).
Nel 2018, stando ai dati, basati sui preconsuntivi, dell’area Studi di Mediobanca, il podio della classifica dei gruppi vitivinicoli italiani per ricavi resta invariato, con il gruppo Cantine Riunite-Civ saldamente in testa per fatturato, con 615 milioni di ricavi. Alle sue spalle si confermano Caviro, a 330 milioni, e Palazzo Antinori a 230.
Il podio dei campioni di export, vede primeggiare la Casa Vinicola Carlo Botter di Fossalta di Piave (Ve) che dovrebbe chiudere il 2018 a 195 milioni di ricavi, di cui il 95,4% realizzato fuori dall’Italia.
Il 52% del totale dell’export del settore vitivinicolo italiano, che vale circa 6 miliardi, è verso altri paesi dell’Europa e nel 2017 e’ stato in crescita del 5,6%. Il 69% del totale, pari a 4,2 miliardi, è realizzato dai 168 gruppi che fatturano piu’ di 25 milioni. Secondo Mediobanca, le aziende vinicole italiane segnano all’estero un incremento delle vendite pari, come detto, al 5,3% sul 2017: a balzare è soprattutto l’export in Asia (+42,2%, il 5,7% del fatturato totale estero), mentre continuano a fare bene anche Sud America (+11,9%, l’1,6% del totale) e Nord America (+3,9%, 32,3% del totale). In flessione le performance nel resto del mondo (Africa, MedioOriente e Paesi Europei non UE rappresentano l’8,4% del totale, -12,5% sul 2017).
Le prime nazioni nelle quali i nostri produttori vorrebbero esportare o incrementare la propria presenza sono: Cina (7,7%), Messico (6,8%), Australia (6,0%), India (5,1%). Le esportazioni verso Pechino si attestano mediamente attorno all’1,9%, con quota massima pari al 10%.